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Il DPR 101/2002 è una norma che ha permesso di disciplinare l’attivazione telematica da parte degli Enti pubblici di acquisizione di lavori, beni e servizi. È la prima norma europea in questo senso, rivoluzionando tutta la prassi della materia di appalti pubblici sia sotto che sopra soglia comunitaria. La piattaforma MePA, si occupa di acquisizione telematica da parte di Enti pubblici di lavori, beni e servizi sotto soglia comunitaria. Essa è disciplinata dal Regolamento di attuazione del Codice degli Appalti.

Qual è l’obiettivo di MePA

L’obiettivo primario della piattaforma telematica è quello di dare alle amministrazioni pubbliche la possibilità di acquisire lavori, beni e servizi in maniera più razionale con minor impiego di tempo e fondi. Il processo è affidato alla CONSIP, centrale acquisti della pubblica amministrazione italiana ed è stata una vera e propria rivoluzione nel campo degli appalti. Basta avere a disposizione un computer, una linea internet e aver acquisito una firma digitale, perché ogni amministrazione può collegarsi a acquistinretepa.it e sfruttare le possibilità della piattaforma.

Le possibilità vanno dagli ordini di acquisto, alle richieste di offerta o alla trattativa diretta per i fornitori abilitati. Il tutto si traduce nella possibilità di affidare un appalto in pochi minuti, cosa impensabile fino a poco tempo fa. Attualmente le Amministrazioni pubbliche registrate su MePA sono oltre 60.000 e le imprese abilitate oltre 10.000, per lo più piccole e micro aziende.

La norma per gli appalti pubblici ha sancito l’obbligatorietà dell’uso telematico per l’acquisizione di beni e servizi sotto soglia comunitaria già a partire dal 2007 per le amministrazioni centrali e periferiche dello Stato e poi nel 2012 anche per le amministrazioni territoriali. E questo ha causato una crescita della piattaforma in maniera esponenziale. Ma non è stata la norma, o quantomeno non solo, a decretare il grande successo di MePA.

Quanto la presa di coscienza da parte delle amministrazioni di quanto fosse utile e meno dispendioso utilizzare questo sistema per le transazioni sotto soglia. Essenzialmente la norma si esplica in tre punti focalizzanti: il valore legale dei cataloghi pubblicate dalle imprese abilitate; il rispetto del Codice degli Appalti; la non materialità del processo. I cataloghi non sono una mera vetrina di esposizione di prodotti, come dal salumiere, ma un vero e proprio insieme di offerte pubbliche di vendita. Sono composti da tutti i crismi per poter concludere in qualunque momento un contratto. Quest’ultimo può essere immediatamente perfezionato ed è vincolante per ambedue le parti.

Le parti in causa sono responsabili davanti alla legge di ogni procedura, dichiarazione e informazione data. Per cui ove ci sia mendacia o malafede, gli strumenti di tutela legale sono gli stessi adottati per altra tipologia di gara. Il CONSIP, che amministra la piattaforma, ha la facoltà di chiedere chiarimenti, conferme di ogni cosa riportata, non solo in fase di registrazione e abilitazione da parte delle P.A. e dei fornitori, ma anche in seguito, all’atto del contratto o dopo. Se qualcosa non è eseguita secondo le giuste procedure, l’abilitazione può essere revocata.

L’uso del Mercato elettronico, è stato accertato, porta ad una riduzione di spesa intorno al 7% in caso di acquisto diretto da parte delle P.A. e intorno al 12% in caso di richiesta di offerta. Non è poco per le finanze degli Enti pubblici. Anche per le imprese l’abbattimento dei costi non è poca cosa: possono partecipare a gare praticamente ogni giorno, senza dover sostenere alcuna spesa (bolli, polizze etc) senza contare il risparmio di tempo.

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