+39  3929180063 info@garediappalto.net

Il MEPA – acronimo di Mercato elettronico della Pubblica amministrazione – viene considerato sempre più spesso un bisogno per le Pubbliche Amministrazioni, più che una valida opzione, viste le poche risorse oggi presenti in esse.

Il MEPA è un mercato “telematico”, in cui P.A. e operatori economici si incontrano soddisfacendo così i loro reciproci bisogni, le une di acquistare lavori, beni, servizi, gli altri di venderli. Come in un mercato fisico vi sono i servizi offerti con i prezzi, che sono visibili a tutti i concorrenti. L’abilitazione è libera, nel senso che ogni azienda può scegliere liberamente in che misura e con chi avere rapporti: con tutto il Paese, solo con una parte di esso, solo con una Regione o addirittura Provincia. Le P.A. dal loro canto sono libere di accettare una contrattazione diretta con un operatore, accettandone il prezzo e le condizioni, o possono mettere in concorrenza tra di loro più operatori per una vera e propria asta. Tutto questo sempre nel rispetto della legge in materia di appalti pubblici.

Il MEPA nasce dal DPR 101/2002 che ha dato la possibilità agli Enti pubblici di utilizzare le procedure telematiche per importi sotto soglia comunitaria. L’anno seguente all’ entrata in vigore del decreto Consip attiva il Mercato elettronico in via sperimentale per conto del Ministero dell’Economie e delle Finanze con l’obiettivo di fornire alle P.A. uno strumento innovativo e funzionale per abbattere le spesa pubblica in materia di affidamento di beni e servizi.

E’ stata una vera RIVELAZIONE per il mondo degli appalti pubblici specie come efficienza. Con il solo uso di un computer e di una connessione internet, fornite di firma digitale, le P.A. possono emettere ordini di acquisto, offerte, richieste di partecipazione ad offerta, ai fornitori abilitati presenti, i quali in concorrenza di libero mercato e nel rispetto delle regole offrono i loro servigi. Le P.A. iscritte sono aumentate in maniera esponenziale, e per quanto riguarda le imprese, una vera marea di piccole e medie imprese (quelle che più soffrivano la concorrenza delle grandi) hanno aderito. Nel 2007 la norma ne sancisce l’obbligatorietà per l’affidamento sotto soglia comunitaria per le amministrazioni centrali e periferiche dello Stato e nel 2012 anche per le amministrazioni territoriali, e questo ha fatto decollare definitivamente il MEPA.

Tra gli aspetti principali vi è il fatto che gli operatori economici che registrano un prezzo di “catalogo” per i loro servizi, registrano una vera e propria offerta, il che significa che è ritenuto valido al fine del contratto. Il che significa, altresì, che in caso di accettazione da parte della P.A., essa invia l’ordine diretto senza spazio di ulteriori manovre di rincari o aste.

Il contratto è immediatamente stipulato ed operativo in via telematica. Ovviamente l’utilizzo di MEPA presuppone che vengano rispettate tutte le norme e i regolamenti di Codice Civile in materia di appalti pubblici, nonché del Nuovo codice degli appalti: il MEPA non esonera Amministrazioni e concorrenti a derogare da essi. Ovviamente questo comporta anche le eventuali sanzioni per inadempienza da una parte e dall’altra. E’ CONSIP e il MEF che si fanno carico del controllo anche a campione per la regolarità delle operazioni, per l’aggiornamento delle informazioni e la veridicità delle dichiarazioni rese. Le sanzioni arrivano fino alla cancellazione dal MEPA.

SEI INTERESSATO A UNA STRATEGIA PER LA TUA AZIENDA?